Rub&Dub

Se fosse un personaggio sarebbe un incantatore di serpenti, ma serpenti che non escono da cesti di vimini nel mercato di Marrakech, bensì da cappelliere. Quello che trasmette è qualcosa di magico, con quel pizzico di follia che trovi solo nella genialità. Materiali, forme e mani creano alchimie con la persona. Indossare un cappello di Rub & Dub è attrazione e rischio. È un’arte tanto quanto farli.

Storytelling

Preludio

Quando si vuole acquistare un cappello si pensa ai grandi brand, come se esistessero solo loro, noi invece alziamo il sipario su un laboratorio pieno di forme di legno, vapore e vinili: entrano in scena i cappelli di Dario Quintavalle.

Atto Primo: il cappello

Fare cappelli è un mestiere antico e speciale, il cappello è fascino, cela e rivela, mostra e nasconde. Chiamarlo accessorio, dopo aver parlato con il suo curatore, non sembra abbastanza, lui ce li descrive come parte integrante di una persona, un oggetto che si fonde con la personalità e la completa.

Atto secondo: l’arte che nasce dall’arte

Sta bagnando il feltro mentre ci racconta la sua storia, ed è difficile non restarne affascinati:
Tutto ha inizio quando vede uno scultore dipingere un cappello… uno scultore che dipinge un cappello… pittura e scultura si fondono nel soggetto: il cappello.
Quell’opera lo porta a frequentare la scuola del Bagatto della famiglia Fontanesi nel ghetto ebraico di Bologna, è lì che impara i primi rudimenti tecnici, prende confidenza con le teste di legno, conosce il feltro e iniziano i primi disegni.
Passa il tempo è quel palcoscenico non è abbastanza, così prende la cappelliera e parte…
Berlino, Londra, il teatro, l’attenzione al costume, alle scenografie e la ricerca di un’armonia tra gli oggetti. Tornato a Bologna, Dario apre la sua cappelliera di esperienze, e dentro ci trova ancora le tecniche sartoriali della madre, gli insegnamenti della famiglia Fontanesi e la sua voglia di creare.

Atto terzo: la tecnica al servizio dell’ispirazione

Dario è un artigiano-artista che non segue le regole e le tecniche di nessuno, si lascia trasportare dalla sua sensibilità per raggiungere il movimento. Ogni suo cappello deve avere dentro di sé il movimento.
L’ispirazione dà il ritmo a queste creazioni, e può provenire dalla fotografia di una rivista o da un gesto per strada, dalla personalità di un musicista o dal modo diverso di indossare un accessorio. Materiali di primissima scelta, manualità fuori dal comune e sacralità dei particolari si plasmano tra le mani e la mente di Dario, dove nulla si ripete.

Non ultimo atto

Ogni suo cappello ha carattere ed è ricco di tratti distintivi come i personaggi di una pièce teatrale. I cappelli Rub&Dub pare nascano già con una storia, hanno il fascino del vissuto, entrano in contatto con chi li indossa come se il cappello e il suo nuovo padrone si conoscessero da sempre, si appoggiano morbidi e sussurrano nelle orecchie.

Un cappello così diventa subito tuo, empatico, si fonde con la persona, può essere un gioco, un rifugio, un riparo, un modo di comunicarsi e comunicare per esprimere qualcosa in più.

Quale personaggio volete diventare con un cappello di Dario? Forse voi stessi, forse qualcun altro… a voi la scelta.